Sentimental Value. Di Joachim Trier (90′). Ingresso 3,50 euro. Una storia che esplora le complesse dinamiche familiari, il lutto e il fragile equilibrio tra arte e affetti.
Dopo la morte della madre, Nora (Renate Reinsve), affermata attrice teatrale in cerca di un nuovo equilibrio, e sua sorella Agnes si ritrovano a fare i conti non solo con il dolore, ma anche con il ritorno improvviso del padre Gustav (Stellan Skarsgård), un tempo celebre regista, oggi uomo eccentrico e distante, assente da anni dalle loro vite. Determinato a rilanciare la propria carriera ormai in declino, Gustav arriva a Oslo con una sceneggiatura in mano e una proposta. Vuole che Nora interpreti il ruolo principale nel suo nuovo film. Ma lei rifiuta, incapace di perdonare un padre che ha sempre deluso le sue aspettative e ferito la famiglia con la sua assenza e le sue scelte egoistiche.
Nel frattempo, durante una retrospettiva a lui dedicata in Francia, Gustav incontra una star di Hollywood e le offre il ruolo rifiutato da Nora. Ma le riprese, che si svolgono in Norvegia, diventano anche un’occasione per lui di riavvicinarsi alle figlie e tentare, forse per l’ultima volta, di ricucire un legame che sembrava perduto.
Una storia di riconciliazione, rimpianti, ferite mai sanate e seconde possibilità.
È la storia di tante cose: di una casa, di una famiglia, del rapporto tra due sorelle, e di quello tra un padre e una figlia. E quindi, al tempo stesso, evidentemente di una cosa sola. È anche un film che parla del cinema, e della recitazione, e di come questi possano fungere da terapia, poiché i due veri protagonisti, padre e figlia, che hanno tra loro ruggini e non detti e un amore che non passa tra le maglie dei risentimenti e dei silenzi, di mestiere fanno il regista e l’attrice.
Ingresso a pagamento. Suggerita prenotazione.
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