Il PAV presenta la mostra personale di Binta Diaw, a cura di Marco Scotini, nuovo capitolo del programma dedicato ai legami tra natura, corpo femminile e pensiero decoloniale.
Ispirata alla liana – simbolo di adattamento e resilienza – la mostra intreccia memoria diasporica afrodiscendente, sopravvivenza ecologica e resistenza femminile attraverso installazioni ambientali e materiali organici come terra e capelli sintetici.
Tra le opere principali, Dïà s p o r a e Chorus of Soil, che evocano la memoria della schiavitù e la forza rigenerativa della terra, insieme a lavori come Juroom ñaar ed Essere corpo, in cui la storia diventa gesto collettivo e poetico.
Dove le liane s’intrecciano trasforma lo spazio espositivo in un paesaggio di memoria e appartenenza, dove arte, politica e natura si uniscono in un racconto corale.
Sono disponibili, sul fotoblog della Città ScatTo, gli scatti della mostra di Binta Diaw al Pav .
