Dal 21 maggio al 24 agosto 2026 la Mole Antonelliana ospita “A schermo pieno. Eni nel cinema italiano”, mostra fotografica curata da Sergio Toffetti che racconta un insolito protagonista della storia del nostro Paese: la stazione di servizio AGIP vista attraverso lo sguardo del cinema.
L’esposizione, realizzata in collaborazione con Eni e allestita nell’area di accoglienza del Museo Nazionale del Cinema, propone un percorso che attraversa oltre settant’anni di cinema italiano, mostrando come distributori di carburante e aree di servizio siano diventati luoghi simbolici della modernità, specchio dei cambiamenti economici, sociali e culturali dell’Italia contemporanea.
Attraverso fotogrammi, fotografie di scena, materiali pubblicitari e immagini d’archivio provenienti da 37 pellicole, il visitatore ripercorre un viaggio che parte da Ossessione di Luchino Visconti (1943) e arriva fino a Perez di Edoardo De Angelis (2014). Le stazioni AGIP emergono come scenari di incontri, partenze, soste e trasformazioni personali, diventando elementi ricorrenti dell’immaginario cinematografico nazionale.
Fulcro dell’allestimento è la ricostruzione della storica stazione di servizio AGIP di Piazzale Accursio a Milano, progettata nel 1953 dall’architetto Mario Bacciocchi e considerata una delle icone dell’architettura italiana del Novecento. Al suo interno, contenuti audiovisivi e materiali grafici raccontano l’evoluzione della comunicazione, del design e dell’identità visiva del marchio, dal celebre “cane a sei zampe” fino alle trasformazioni più recenti.
La mostra valorizza inoltre il patrimonio dell’Archivio Storico Eni, una straordinaria raccolta di documenti, fotografie, audiovisivi e disegni tecnici che testimoniano l’evoluzione del paesaggio italiano, delle infrastrutture e dei modi di vivere lungo tutto il secolo scorso.
“A schermo pieno” offre così uno sguardo originale sull’Italia del boom economico, sui cambiamenti della mobilità e sull’influenza della cultura americana, mostrando come luoghi apparentemente ordinari abbiano contribuito a costruire la memoria collettiva del Paese.
L’allestimento è progettato secondo i principi del Design for All, con strumenti che favoriscono l’accessibilità e l’inclusione, tra cui introduzioni in LIS (Lingua dei Segni Italiana) e contenuti in linguaggio facilitato.
Ad accompagnare la mostra è disponibile anche il volume omonimo pubblicato da Allemandi, arricchito da contributi di studiosi, critici e storici del cinema che approfondiscono il rapporto tra industria, paesaggio e immaginario cinematografico italiano.
Per maggiori informazioni visita la pagina dedicata alla mostra “A schermo pieno. Eni nel cinema italiano” .
