A Torino il 25 Aprile non è soltanto una data della memoria civile, ma una parte viva e pulsante della nostra identità. È il giorno in cui ricordiamo la scelta compiuta da una generazione che, nel momento più drammatico del Novecento, seppe rifiutare la dittatura, la guerra e i totalitarismi per aprire la strada a un futuro fondato sulla libertà e sulla democrazia.
La Resistenza e la Liberazione furono, prima di tutto, atti di responsabilità individuale e collettiva: donne e uomini profondamente diversi tra loro decisero di non restare spettatori di fronte all’ingiustizia, scegliendo di difendere la dignità umana contro l’oppressione. Da quel coraggio nacquero la Repubblica e la nostra Costituzione, che oggi, a quasi ottant’anni dalla nascita della Repubblica nel 1946, continuano a essere il fondamento della nostra convivenza civile. In quegli anni prese forma anche un’altra grande intuizione politica: l’idea di un’Europa unita, costruita proprio per impedire che il nostro continente tornasse a essere terreno di guerra, nazionalismi e rivalità distruttive. Un’idea che parte dalla consapevolezza che la libertà non si riceve in regalo, ma è un bene che si conquista, che va preservato quotidianamente.
Oggi, a oltre ottant’anni da quei giorni, il significato del 25 Aprile ci parla con una forza rinnovata e urgente. Viviamo una fase storica segnata da grandi trasformazioni e da nuove inquietudini: guerre tornano a colpire il nostro continente, tensioni internazionali mettono in discussione equilibri che per decenni abbiamo dato per acquisiti, e riemergono in Europa e nel mondo linguaggi e visioni che pensavamo appartenere definitivamente al passato. Nazionalismi aggressivi, tentazioni autoritarie, l’idea che la forza possa prevalere sul diritto: segnali che ci ricordano quanto la democrazia non sia mai garantita per sempre.
Proprio per questo la memoria della Resistenza non è soltanto un dovere verso il passato, ma una responsabilità che orienta le nostre scelte nel presente. Significa ribadire che la libertà, la pace e la cooperazione tra i popoli sono l’unico antidoto contro il ritorno dei totalitarismi e contro la logica della sopraffazione. Significa difendere con convinzione le istituzioni democratiche e il progetto europeo, nato proprio dalle macerie della guerra per costruire un futuro di convivenza e di diritti.
Torino, città Medaglia d’Oro al Valor Militare per la Resistenza, porta nella propria storia un legame profondo con questi valori. Le sue fabbriche, i suoi quartieri e le sue montagne furono luoghi di coraggio civile e molte famiglie torinesi pagarono un prezzo altissimo perché l’Italia potesse tornare libera. Questa memoria ci affida oggi una responsabilità: trasmettere alle nuove generazioni non solo il ricordo dei fatti, ma il senso delle scelte che li hanno resi possibili.
Perché la democrazia si costruisce ogni giorno, con la partecipazione e con la consapevolezza.
Celebrare il 25 Aprile nel 2026 significa quindi guardare avanti con lucidità e determinazione. Significa ribadire che i valori della Resistenza – libertà, giustizia, solidarietà, pace – restano il nostro orizzonte comune.
Torino rinnova il proprio impegno a custodire e vivere questi principi, convinta che ricordare non sia soltanto un omaggio al passato, ma un dovere verso il futuro.
Buon 25 Aprile alla nostra città.
Viva Torino, viva l’Italia democratica, viva l’Europa della pace.
Stefano Lo Russo
Sindaco della Città di Torino
