Un appuntamento a cura di Giorgio Strano del Museo Galileo, con la partecipazione di Emma Angelini del Politecnico di Torino, inserito nel programma della Biennale Tecnologia.
E se una sola “macchina” fosse capace di insegnare matematica, creare musica e potenziare la memoria? Un’idea che sembra contemporanea, ma che affonda le radici nel Seicento.
A immaginarla fu il gesuita Athanasius Kircher, che nel 1661 progettò l’Organum Mathematicum: uno strumento didattico sorprendentemente avanzato per il suo tempo.
Pensato per l’educazione dell’arciduca Carlo Giuseppe d’Asburgo, l’Organum si presenta come una vera “arca del sapere”: nove scomparti tematici e oltre 200 regoli in legno combinabili. Attraverso queste combinazioni si potevano eseguire calcoli, memorizzare informazioni e persino comporre musica, anche senza competenze specifiche.
Non era solo uno strumento, ma un sistema: una vera macchina della conoscenza ante litteram, in cui si intrecciano logica combinatoria, tecniche mnemoniche e visione enciclopedica. Un approccio che richiama i celebri “palazzi della memoria” sviluppati da Matteo Ricci.
A distanza di secoli, l’Organum continua a parlarci: non solo come testimonianza della cultura scientifica gesuitica, ma anche come anticipazione delle logiche che oggi stanno alla base delle tecnologie digitali e dei sistemi di organizzazione del sapere.
Ingresso gratuito, senza prenotazione, fino a esaurimento posti.
Info: 011 011 31801
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