L’esposizione esplora il tema dell’identità, in tensione tra memoria e oblio, attraverso una serie di lavori fotografici concepiti a Kabul dal 2005 al 2013.
L’artista si definisce “nomade”; a causa delle guerre che hanno lacerato il suo paese d’origine, l’Afghanistan, la vita di Abdul è infatti segnata da continui spostamenti. Il suo lavoro mette a tema l’eredità di questi conflitti, esplorando il rapporto tra la fissità dell’identità e l’inarrestabile dinamismo del vivente, la questione dell’esilio e quella della resistenza politica.
Ingresso libero. Senza prenotazione.
